Fecal Microbiota Transplantation in Clinical Practice: Experts in Discussion.
Questions and Answers about FMT in dogs and cats

In Italia ci sono circa 18 milioni di cani e gatti, circa 3 milioni soffrono di enteropatia cronica.
E' ormai scientificamente provato che il trapianto fecale può essere una soluzione, o comunque un aiuto per migliorare la qualità di vita di questi animali.

Di recente abbiamo proposto un sondaggio sull'FMT a un campione di 200 medici veterinari; è emerso che la maggior parte, pur sapendo dell'esistenza dell'FMT, non lo utilizza. Alla domanda "qual è il principale ostacolo all'adozione dell'FMT nella tua pratica clinica", la risposta prevalente è stata "non lo conosco abbastanza".

Abbiamo quindi ritenuto contribuire a ridurre queste barriere, e a tal scopo riportiamo una sintesi della tavola rotonda che ha concluso uno dei molteplici e preziosi eventi del Microbiome Forum del Purina Institute dal titolo: Putting microbiome science into clinical practise, ossia come la scienza del microbioma è applicata nella pratica clinica, che si è tenuto online il 12-13 November 2025.

I temi trattati sono molti, dalle perturbazioni del microbioma nelle fasi iniziali della vita, all'asse intestino-cervello, intestino-cute, dagli antibiotici come fattore di rischio, all'enteropatia cronica e al trapianto fecale.

Durante l'evento è stato evidenziato che circa il 15% dei cani presenta problemi gastroenterici cronici, e che circa l'80% degli animali ha dei benefici dal trapianto fecale, percentuale simile a quella che riscontriamo come EuBiome analizzando i dati dei cani e gatti trattati con capsule liofilizzate. 

Ecco alcune delle domande più interessanti sull'FMT poste dai partecipanti e le risposte dei relatori: Prof. Stefan Unterer, Dr. Francesco Lotti, Dr.ssa Ana Rostaher. 

1) Esistono controindicazioni all’FMT, ad esempio in animali immunocompromessi?

Risposta:
Secondo l’esperienza clinica riportata, non emergono vere controindicazioni all’FMT, nemmeno in animali immunocompromessi. Il dr. Unterer cita l’esempio dei cuccioli con grave disfunzione della barriera intestinale e neutropenia, che mostrano outcome migliori se trattati con FMT rispetto ai non trattati.
Il razionale è che l’intestino è già densamente popolato: introdurre microbiota funzionale non aumenta il rischio, ma può favorire il recupero dell’ecosistema.

2) Come reagiscono i proprietari quando viene proposta l’FMT?

Risposta:
L’accettazione è generalmente buona, soprattutto quando l’FMT viene spiegata come terapia adiuvante all’interno di un approccio multimodale. I proprietari sono più disponibili quando comprendono che l’obiettivo è ridurre l’uso di steroidi e antibiotici.
Nei casi intercettati precocemente, l’FMT viene spesso introdotta come seconda linea dopo la dieta.

3) Quando viene utilizzata l’FMT nel percorso terapeutico?

Risposta:
L’FMT non è considerata una prima linea, ma:
- viene introdotta dopo la dieta
- è parte di un percorso di gestione a lungo termine
- viene ripetuta in caso di recidiva o perdita della remissione

Il dr. Unterer sottolinea che nelle patologie croniche si parla di remissione clinica, non di guarigione definitiva, e che il follow-up regolare è essenziale.

4) L’FMT va ripetuto? Con quale schema?

Risposta:
Sì, nei casi cronici:
- Il dr. Lotti tende a eseguire due FMT come nuova induzione; la terza solo se la risposta è incompleta
- Il dr. Unterer ripete l’FMT alla ricomparsa anche lieve dei sintomi, integrandola nel follow-up

Entrambi sottolineano che alcuni proprietari riferiscono benefici generali (energia, benessere) e richiedono spontaneamente una nuova somministrazione.

5) Quali effetti collaterali sono stati osservati?

Risposta:
Nella popolazione dermatologica (dermatite atopica), l’FMT è risultata molto ben tollerata.
Gli unici effetti osservati sono stati:
- feci temporaneamente più molli
- un singolo caso di espulsione immediata del materiale, con necessità di ripetere la procedura

Non si sono verificati casi che richiedessero l’interruzione definitiva del trattamento.

6) Avete esperienza con l’FMT orale (capsule)?

Risposta:
Il dr. Lotti riferisce di non avere esperienza diretta con la via orale e di utilizzare prevalentemente il clistere, ritenuto semplice ed efficace.
Il dr. Lotti e il dr. Unterer riconoscono però che esistono evidenze a supporto dell’FMT orale, che può essere utile soprattutto per il mantenimento della remissione, quando disponibile.

7) L’FMT funziona anche nei gatti?

Risposta:
Sì, l’FMT può funzionare anche nei gatti, soprattutto:
- nei soggetti giovani
- dopo esposizione ad antibiotici

Nei gatti più anziani o con patologie avanzate, la risposta può essere più variabile.

8) È sicuro usare l’FMT in cuccioli e gattini?

Risposta:
Sì, in particolare nei casi di disbiosi indotta da antibiotici. I dati del “growing dog project” mostrano che il microbiota può rientrare in un range normale già a 10–12 settimane, rendendo accettabile l’uso di FMT da donatore adulto in casi selezionati.

9) L’FMT ha un ruolo anche nelle patologie dermatologiche?

Risposta:
Sì. Nei cani con dermatite atopica, l’FMT:
- è ben tollerata
- non ha mostrato effetti avversi rilevanti
- si inserisce in una visione che considera l’asse intestino–cute

Viene vista come modulatore immunologico, sempre all’interno di un approccio multimodale.

Messaggio condiviso dal panel sull’FMT

L’FMT è uno strumento clinico sicuro, flessibile e integrabile, che non sostituisce dieta, nutrizione o controllo dell’infiammazione, ma agisce sull’ecosistema intestinale che sostiene tutte queste funzioni.

Il mio messaggio

Chi è interessato ad approfondire il tema microbioma nei piccoli animali troverà nell'evento Putting microbiome science into clinical practise moltissime informazioni utili, così come in tutti altri gli eventi del Microbiome forum.

La rivoluzione è in corso e non si può ostacolare.
Lasciati trasportare e fai buon viaggio!

Barbara Simionati

Laureata in biologia con Master in Business and Management (MBM), ha lavorato per molti anni nell'ambito del sequenziamento del DNA e successivamente del microbioma. È co-fondatrice di due spin-off dell'Università di Padova: BMR Genomics ed EuBiome. Attualmente è amministratore di EuBiome e docente a contratto presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell'Università di Padova.

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